Partitura musicale aperta su un pianoforte acustico, con le chiavi nere e bianche visibili in primo piano, e un'etichetta dorata con la scritta 'Bumera g.gocce' sulla parte in legno del pianoforte.

Penso, dunque...Suono

Penso, dunque...Suono

Giuseppe Scelzo si innamorò della Fisarmonica fin dalla tenerissima età: il papà infatti ne possedeva un esemplare della Ariston a 24 bassi in celluloide rosso perla, con cui eseguiva in modo amatoriale motivetti ballabili e melodie orecchiate dalle prime edizioni del Festival di Sanremo. L’entusiasmo trasmesso dal genitore e l’estrema maneggevolezza del minuscolo strumento fecero sì che il poco più che seienne Peppino (così era chiamato in famiglia e fra gli amici) in brevissimo tempo ne prendesse letteralmente possesso, dapprima imitando il padre e accettandone di buon grado i consigli, successivamente rendendosi autonomo nell’adattamento di motivi ascoltati alla radio, non senza qualche variante scaturita dalla sua infantile fantasia. Ben presto in famiglia si ebbe consapevolezza della necessità di verificare se ciò che di Peppino appariva come una ludica alternativa alle scorribande coi compagni avesse i connotati di un talento da non lasciare alla sua spontanea iniziativa e alle sue evoluzioni, talvolta audaci e prive di requisiti tecnici, sul piccolo strumento. Venne iscritto così al primo corso di musica a cui seguirono diverse altre esperienze didattiche, fino a quella presso il conservatorio di Salerno.‍

Una passione ereditata.

Un lavoro che diverte.

Ragazzo seduto su una sedia che suona un organetto, in una stanza con pareti chiuse.

La passione per la musica, in un lasso di tempo piuttosto breve, oltrepassò l’ambito del puro divertimento personale e familiare e spinse Giuseppe verso una esperienza del tutto nuova e per certi versi inaspettata, stante la sua notevole riservatezza, timidezza e riluttanza ad esibirsi in pubblico! A 14 anni venne letteralmente cooptato dagli zii paterni che insistettero perché allietasse la serata in occasione del matrimonio della figlia, dopo averne apprezzato le doti nella confort zone di feste familiari di più modesta entità. Quella emozionante esibizione, con una Farfisa Super Transivox (di ben più poderosa stazza rispetto alla minuscola Ariston!) segnò l’inizio di una carriera musicale che da quel 1974 durò fino al 2015 ed oltre, con diverse formazioni e raggiungendo piazze e sale di svariate regioni d’Italia. Parallelamente, fin dai primi anni ‘80, Giuseppe seguì centinaia di bambini e ragazzi in una lunghissima e fruttuosa attività didattica in diversi comuni lucani e campani.

Sebbene di fatto le due attività fossero diventate una vera e propria fonte di reddito, Giuseppe non riuscì mai a considerarle un “lavoro”, in quanto mancanti quasi del tutto di quelle componenti che nel suo immaginario erano indispensabili per giustificare tale definizione: la fatica e il sacrificio! Spesso infatti negli anni si trovò a confessare, perfino agli stessi clienti, la sua meraviglia per essere “pagato per divertirsi”.

Un insegnante maschio di fronte a una lavagna di scuola, scrive partiture musicali. In piedi, indossa un maglione con un motivo a rombi, camicia bianca e cravatta, mentre gli studenti seduti osservano. La stanza ha pareti di mattoni, e nel lato sinistro c'è un cartellone con una poesia in italiano.

Dall’utilizzo alla vendita…

Cartello bianco con bordo rosso che pubblicizza strumenti musicali, con immagine di una chitarra e alcune note musicali. Sfondo nevoso con strada e veicoli parcheggiati, alberi senza foglie e edifici.

Nel 1982 aprì a Brienza la SCELZO MUSICAL INSTRUMENTS, negozio nel quale, accanto alla onnipresente e predominante Fisarmonica, comparivano anche Diatonici, Pianoforti, Chitarre, Batterie, Amplificazioni, Edizioni musicali, ecc. La maggiore conoscenza, rispetto agli altri, degli strumenti ad Ancia libera, unita alla curiosità di approfondirne i criteri costruttivi e di indagare le cause di inesorabili “guasti” che portavano spesso i Clienti a rivolgersi al negoziante perché si facesse carico delle riparazioni, indussero Giuseppe a frequenti visite presso i costruttori e riparatori di Castelfidardo. Contatti e visite che si sono fatti sempre più intensi nel corso degli anni fino a fargli asserire, non senza qualche traccia di verosimiglianza, di conoscere più persone a Castelfidardo che a Brienza! In quasi mezzo secolo di frequentazione, in questo ideale ponte Lucania-Marche, Giuseppe ha conosciuto e continua a frequentare centinaia di Esperti: Cassari, Manticiai, Tastierari, Vociaroli, Meccanicari, Falegnami, Verniciatori…Talenti che di generazione in generazione, fin dal 1863, hanno regalato alla provincia di Ancona, ai piedi del Monte Conero, una perla che continua a rappresentare, insieme a poche altre realtà italiane, la Patria Mondiale della Fisarmonica: CASTELFIDARDO.

…e dalla vendita alla costruzione.

Set di strumenti musicali in miniatura, inclusi xilofoni e maracas, disposti in scatole di legno su un piano, con valigette viola e dettagli di un pianoforte in primo piano.
Lavoro artigianale su cornici e piccoli oggetti in legno in un laboratorio.
Una persona sta lavorando su un tavolo con vari strumenti e materiali, include un pezzo di legno usato come supporto o decorazione, bottoni e altri oggetti di bricolage.

Forte dell’esperienza diretta sugli strumenti e dei numerosi consigli ricevuti in terra marchigiana, Giuseppe Scelzo compì nel 1999 un ulteriore upgrade: con i pochissimi attrezzi che negli anni aveva acquistato per eseguire, su fisarmoniche e organetti, piccoli interventi di riparazione che gli evitavano di spedire gli strumenti alle ditte costruttrici, con notevole risparmio di tempo e denaro da parte dei clienti, tentò la costruzione ex novo di un modello a 2 bassi! A onor del vero con scarsa convinzione, tanto che questo primo esemplare venne realizzato con materiali tutt’altro che pregiati: multistrato di pioppo da 6 mm rifinito con una improbabile laccatura bianco opaco. L’organetto non fu mai terminato a causa di un errore grossolano di incompatibilità delle dimensioni della cassa con quelle delle soniere, che non avrebbero consentito la giusta allocazione delle voci. Ma l’abbandono del progetto numero zero non fu affatto foriero di scoraggiamento! Anzi la leggerezza sulle proporzioni fece in modo che Giuseppe ponesse fin da subito particolare attenzione sia su questi che su molti altri particolari e soprattutto sul concetto che alla smania di costruire un organetto nel più breve tempo possibile andasse sostituita la ponderatezza e la pazienza di concepire mentalmente lo strumento molto prima di mettere le mani sui materiali e sugli attrezzi per realizzarlo. Insomma un vero e proprio salto di qualità, una sorta di filosofia professionale, forse applicabile anche ad altri ambiti della vita, che quasi subordina l’opera al suo progetto… Anche la scelta dei materiali, a quel punto, divenne molto meticolosa e indusse Giuseppe a fare scorta di legni pregiati (dagli autoctoni ulivo, noce, ciliegio e faggio al meno familiare ma rinomato abete di Val di Fiemme agli importati wengé, noce e ciliegio americani, palissandro ed ebano del Gabon) mettendoli in magazzino a completare la stagionatura dopo averne effettuato i tagli di sgrossatura più idonei ai successivi impieghi.

Il 2000 fu l’anno della realizzazione di un vero e proprio laboratorio e dell’acquisto di macchinari ed attrezzature dedicate. L’investimento fu il culmine di una ragionata e convinta conversione dell’attività commerciale in attività artigianale, non soltanto sul versante burocratico, bensì nella consapevolezza di restringere drasticamente il campo di interesse verso i soli strumenti ad ancia libera.

Il riscontro presso la clientela fu evidente e registrò un tasso di interesse che dagli insegnanti e gli allievi si allargò ad altri costruttori e riparatori, in un ambito geografico che oltrepassò i confini regionali e nazionali. Alle centinaia di modelli (quasi tutti unici per la elevata personalizzazione), alcuni dei quali hanno varcato gli oceani raggiungendo le Americhe e l’Australia, si sono aggiunti e continuano ad aggiungersi semilavorati, accessori e componenti che vanno a soddisfare le esigenze di decine di piccoli artigiani, trasformando un semplice rapporto commerciale in proficua collaborazione ed autentica amicizia.

Non semplici Fornitori bensì imprescindibili Collaboratori ed Amici di lunga data.

Uomo con maglione a righe rosse e nere che si trova davanti a un muro di mattoni, con poster e luci sulla parete.

Come già detto, il contatto con le straordinarie professionalità afferenti ai centri più blasonati della fisarmonica italiana (Castelfidardo in testa), furono e continuano ad essere vitali per la formazione e l’approfondimento di ogni piccolo aspetto tecnico e costruttivo; ma altrettanto vitale per Giuseppe sono le Aziende fornitrici di componenti che per forza di cose non possono essere prodotti a Brienza, perché facenti parte di quell’indotto di cui le stesse Case costruttrici del posto si servono: Voci, Mantici, Cinghie, meccanica della tastiera destra e della bottoniera sinistra e parti metalliche varie. Perfino le macchine e gli attrezzi di lavoro specifici presentano caratteristiche che ne fanno preferire l’acquisto lì dove il loro utilizzo è finalizzato a quel genere di lavoro.

Queste Aziende annoverano figure professionali di grandissima competenza ed esperienza a volte plurigenerazionale: dunque diventano insostituibili per la Scelzo Diatonici come per altre centinaia di Costruttori di fisarmoniche ed organetti in ogni angolo del mondo.

Così come preziosa e indispensabile è la collaborazione con altre prestigiose Ditte costruttrici, di cui Scelzo Diatonici è Centro di Assistenza Tecnica o Rivenditore Autorizzato.

‍E’ dunque doveroso oltre che un immenso piacere, da parte di Giuseppe Scelzo, ringraziare i preziosi Collaboratori come: Binci Voci, Voci Armoniche, Carini Dena componenti e accessori, VS Cases, Musictech amplificazioni e midi, Galassi mantici, Alessandro Pirani cinte, Nuova Cam fondi e registri, Galman tasti e profili in acciaio, Mac microtornitura, Renzo Ottavianelli feltri e viteria, Ma-Fra tasti e valvole, Giustozzi fisarmoniche, Alessandrini fisarmoniche, De Angelis organetti, Marzioli fisarmoniche.

Oltre il commercio e l’artigianato, un impegno culturale e politico per la diffusione e la promozione della fisarmonica.

Fra le passioni che caratterizzano la vita di Giuseppe Scelzo non manca la politica, che negli anni dal 2004 al 2009 si concretizzò con la sua elezione al Consiglio Provinciale di Potenza, consesso nel quale, fra le innumerevoli proposte, non mancò di rivolgere l’attenzione alla fisarmonica: propose al Consiglio un OdG approvato all’unanimità, nel quale si chiedeva l’inserimento di un corso di fisarmonica al conservatorio “Gesualdo da Venosa” di Potenza. Per questa ragione l’allora Presidente Sabino Altobello inviò il consigliere Scelzo in missione a Castelfidardo, in occasione dell’annuale Premio Internazionale della Fisarmonica, dove fu ricevuto dal Sindaco prof. Tersilio Marotta e dal Vicesindaco e Assessore alla Cultura Mirco Soprani in una gremita aula consiliare dove, alla presenza del Presidente della Regione Marche, di autorità politiche e figure di spicco del mondo imprenditoriale fidardense, Giuseppe tenne un apprezzato discorso di sostegno a questo nobile strumento, non senza rimarcare con qualche cenno di rammarico quanto esso ricevesse notevole attenzione fra i popoli nord ed est europei e asiatici (i cui fisarmonicisti partecipanti al prestigioso Premio si posizionano spesso ai vertici delle classifiche) e di quanto invece nella terra natìa (nemo profeta in patria!), specie da parte della Scuola Pubblica, sia piuttosto trascurato. Fu l’occasione per auspicare una sorta di gemellaggio fra le due realtà, sempre con lo sguardo rivolto alla valorizzazione e promozione dello strumento simbolo della tradizione marchigiana, la Fisarmonica e di quella lucana, l’Organetto.

Una delle figure simbolo di questo impegno costante e indefesso di divulgazione e promozione della Fisarmonica è stato Nazzareno Carini, della cui fama vi è ampia testimonianza sul web e su numerose pubblicazioni a Lui dedicate. Giuseppe lo conobbe nei primi anni ‘80 in qualità di imprenditore nell’ambito della produzione e vendita della quasi totalità dei componenti e gli accessori presso l’azienda Carini De.Na. condotta insieme alla sua famiglia e a quella del fratello Demitrio (azienda presso la quale Scelzo Diatonici si rifornisce a tutt’oggi). Nazzareno fu, nell’ultima parte della sua vita, animatore imprescindibile presso il Museo Internazionale della Fisarmonica dove non mancava di dispensare a professionisti e semplici visitatori utilissimi consigli e segreti di questo prezioso strumento, con l’impeto dei veri appassionati, fino al culmine della sua esistenza che nel 2018 lasciò un incolmabile vuoto e un prezioso esempio; la pluridecennale frequentazione spinse Giuseppe a dedicargli dei versi, che non hanno velleità letteraria ma solo autentico affetto.

Una poesia dedicata a Nazzareno scritta su un foglio, con una foto di un uomo anziano sulla sinistra e una firma a piè di pagina, il tutto incorniciato in un telaio di legno.

La cornice con i versi che Giuseppe Scelzo ha donato alla famiglia di Nazzareno che ha voluto conservarla nelle stanze dedicate alla Sua notevole e prestigiosa collezione di Fisarmoniche e quadri ad essa riferiti. Un sentito e commosso Grazie alla moglie Ardina e alla figlia Arianna per la loro ospitalità.

Una scatola di legno decorata con disegni e immagini di case, con manopole e ripiani interni, probabilmente un giocattolo o un oggetto decorativo.
Una scatola di legno decorata con disegni e immagini di case, con manopole e ripiani interni, probabilmente un giocattolo o un oggetto decorativo.
Una scatola decorativa a forma di cilindro con dettagli colorati e scritte come 'SCELZO' e 'BRIENZA', con elementi di design che ricordano una radio vintage, posizionata su una superficie rossa con sfondo di armadietti e oggetti.
Una scatola decorativa a forma di cilindro con dettagli colorati e scritte come 'SCELZO' e 'BRIENZA', con elementi di design che ricordano una radio vintage, posizionata su una superficie rossa con sfondo di armadietti e oggetti.
Accordatore di lingue con bottoni e corde.
Accordatore di lingue con bottoni e corde.
Fertigatrice rossa con decorazioni colorate e il nome 'POLYWOOD' sulla parte frontale, dotata di tasti e dettagli metallici
Fertigatrice rossa con decorazioni colorate e il nome 'POLYWOOD' sulla parte frontale, dotata di tasti e dettagli metallici
Dettaglio di un organo a canne con inciso 'Stelio D'Anconetano', fabbrica Armellino, Venezia, Italia, decorazioni in madreperla e intarsi in legno.
Dettaglio di un organo a canne con inciso 'Stelio D'Anconetano', fabbrica Armellino, Venezia, Italia, decorazioni in madreperla e intarsi in legno.

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